Maggio è un mese di transizione ed emozionante allo Yellowstone National Park. Il parco si scrolla di dosso l’inverno con l’attività della fauna selvatica al suo apice. Il numero di visitatori è modesto fino a metà maggio, per poi aumentare notevolmente durante il fine settimana del Memorial Day, rendendo l’inizio di maggio uno dei segreti meglio custoditi nel calendario dei parchi nazionali americani. Il minore tasso di visitazione della bassa stagione consente di muoversi nel parco secondo i propri tempi.
Ma soprattutto maggio riserva graditi vantaggi per chi cerca l’autenticità naturale del primo parco nazionale del mondo: è il mese migliore per osservare la fauna selvatica nel parco.
Tutte le strade sono aperte entro la fine della seconda settimana di maggio (meteo permettendo). Da metà a fine maggio si ha il massimo accesso a tutti i tratti.
Tuttavia è sempre consigliabile monitorare il sito ufficiale del parco per verificare l’apertura/chiusura delle strade.
Maggio è anche un ottimo periodo per andare in bicicletta in alcune sezioni del parco (leggere e comprendere le normative e le informazioni sulla sicurezza riportate al link https://www.nps.gov/yell/planyourvisit/bicycling.htm). E’ anche un’ottima scelta per la prima visita allo Yellowstone, a patto di avere aspettative realistiche sul meteo e sull’accesso. Si possono osservare splendidi animali selvatici, il parco è elettrizzante con i cambiamenti stagionali e la folla è una frazione di quella di luglio, ma alcune strade potrebbero essere ancora aperte, alcuni campeggi e ristoranti hanno orari limitati all’inizio di maggio e quasi sicuramente prima o poi s’incappa in freddo o pioggia. L’esperienza premia la flessibilità: se si adatta il programma giornaliero, maggio regala uno Yellowstone che la maggior parte dei visitatori estivi non vede mai.
Gli esperti di fauna selvatica stimano che almeno l’80% dei vitelli di bisonte nasca tra aprile e maggio. In questo periodo, gli orsi interrompono il loro letargo e molte mamme sono seguite dai loro cuccioli. Anche i cervi entrano nella stagione del parto, con i piccoli che iniziano a camminare poche ore dopo la nascita. Per quanto riguarda i lupi, i cuccioli nati a maggio impiegano circa due settimane prima di lasciare la tana. Il mese di maggio è considerato uno dei migliori per osservare la fauna selvatica a Yellowstone: i bisonti partoriscono, i lupi si dedicano alla caccia, mentre gli orsi si risvegliano dal letargo.
Le valli di Hayden e Lamar si tingono del colore dei cuccioli di bisonte, proprio mentre i branchi di lupi iniziano le loro attività primaverili. Grizzly e orsi neri emergono ancora un po’ assonnati dalle loro tane, accompagnati dai nuovi nati, pronti a esplorare il territorio circostante. I branchi di lupi nelle zone settentrionali del parco intensificano le attività con l’avvicinarsi della stagione dell’allevamento.
Maggio trasforma la Lamar Valley in un documentario vivente sulla fauna selvatica: non serve alcun biglietto per assistervi. Non è un caso che questa vasta valle nel nord-est del parco venga spesso soprannominata il “Serengeti d’America“. All’alba il fondovalle si anima: i grizzly scendono dalle colline di Absaroka già verso le 5:30 durante le mattinate serene, cercando carcasse di bisonti morti durante l’inverno o scavando alla ricerca di scoiattoli di terra vicino al Soda Butte Creek. A maggio è anche possibile avvistare frequentemente i grizzly nella Hayden Valley, lungo il tratto della Grand Loop Road che va dal Canyon Village fino al Fishing Bridge. Con i primi raggi del sole che illuminano i prati lungo il fiume Yellowstone, scoiattoli e carcasse di bisonti si trasformano in un vero banchetto mattutino per gli orsi. A maggio, alcuni tra gli avvistamenti più emozionanti del parco avvengono senza dover abbandonare l’auto: il contatto con la natura selvaggia è letteralmente a portata di mano.
A maggio, viaggiare in auto diventa non solo più piacevole, ma anche sorprendente. Le piazzole di sosta rimangono libere fino al Memorial Day, offrendo la sensazione di essersi assicurati un posto privilegiato in prima fila. Tuttavia, è bene essere preparati a condividere la strada con i bisonti: la mandria di circa 4.800 esemplari che popola lo Yellowstone considera l’asfalto come il proprio territorio. Basta un maschio che avanza a soli 5 km/h lungo la linea centrale per bloccare il traffico per 30-60 minuti, senza alcuna possibilità di superarlo.
Sulla Grand Loop Road, tra la Hayden Valley e il Canyon Village, gli ingorghi sono una realtà quotidiana in questo periodo dell’anno. Pertanto, è sempre consigliabile calcolare almeno un’ora extra per il tragitto. Anche la natura si risveglia a maggio. Pur essendo la tarda primavera un periodo ideale per i fiori selvatici, nelle aree di maggiore altitudine come il Parco Nazionale di Yellowstone, la piena fioritura avviene generalmente in estate. Tuttavia, durante una visita a maggio si potrà assistere ai prati che iniziano a dipingersi di mille colori. Lo spettacolo non si ferma qui: anche i Monti Beartooth si animano in questo periodo, regalando straordinarie combinazioni cromatiche. Le attrazioni geotermiche naturali del parco aggiungono ulteriore fascino al paesaggio. L’aria fresca di maggio che incontra l’acqua calda crea effetti spettacolari. A Grand Prismatic Spring, dove l’acqua raggiunge temperature intorno agli 87°C, il sorgere del sole genera colonne di vapore che si innalzano fino a 15-30 metri, regalando un’esperienza visiva unica.Ciò che rimane è il centro blu elettrico, bande microbiche concentriche giallo-arancio. L’aria più calda di luglio riduce notevolmente questo effetto.
Il Grand Canyon di Yellowstone si estende per 32 chilometri attraverso rocce riolitiche tinte di giallo, arancione e rosa, rese così vivaci dalle alterazioni idrotermali. Questi toni di giallo sono all’origine del nome del parco. Nel mese di maggio, lo scioglimento delle nevi fa raggiungere al fiume Yellowstone il suo massimo flusso annuale. Le Lower Falls, con i loro 94 metri di altezza, sono il doppio di quelle del Niagara e ruggiscono con una tale intensità da far vibrare il terreno circostante. La nebbiolina generata dalle cascate raggiunge anche i punti panoramici più distanti nelle giornate serene: pungente e fresca, la si percepisce sul viso persino a 200 metri di distanza e in pieno giorno. Durante le mattinate di maggio, il punto panoramico Artists Point, situato sul South Rim, è meno affollato rispetto a quelli sul North Rim.È consigliabile arrivare tra le 6:00 e le 8:00 del mattino, prima che giungano i pullman turistici.
Il programma dei ranger del National Park Service (NPS) aumenta notevolmente con la riapertura dei centri visitatori e l’arrivo del personale stagionale — da metà a fine maggio, passeggiate gratuite guidate dai ranger, conferenze serali attorno al falò e attività per i ranger junior si svolgono regolarmente a Old Faithful, Canyon e Mammoth. Yellowstone Forever (yellowstoneparks.org) organizza anche seminari retribuiti sul campo sulla fauna selvatica e l’ecologia durante tutto il mese, guidati da naturalisti con una profonda conoscenza del parco.
Le temperature massime di maggio allo Yellowstone si aggirano in media intorno ai 15°C, mentre le minime toccano circa 1°C. Nonostante l’apparente arrivo della primavera, è possibile assistere a nevicate notturne con accumuli di 20-30 cm. Questo accade perché il parco si trova a un’altitudine significativa, circa 2.357 metri nei pressi di Old Faithful, con punti come il Dunraven Pass che raggiungono i 2.756 metri. L’altitudine, infatti, rende difficili previsioni accurate: una mattina mite con 14°C può rapidamente trasformarsi in una giornata gelida con -3°C se un fronte freddo attraversa la caldera.
Non si tratta di episodi eccezionali: a maggio bisogna essere pronti a ogni tipo di condizione climatica. Si può passare da tempeste invernali con nevicate leggere o abbondanti, a temperature primaverili nelle zone più basse, o ancora a improvvisi ritorni di freddo simili a una “falsa estate” prima dell’arrivo di un nuovo fronte freddo.
A questo si aggiungono momenti di clima gradevole ma con il rischio di inondazioni causate dallo scioglimento della neve, il tutto impreziosito dalla vista di maestose cascate. I cambiamenti meteorologici possono verificarsi in qualsiasi momento della giornata e a ogni altitudine, spesso senza preavviso.
Per affrontare al meglio queste sfide climatiche, un’attrezzatura adeguata è fondamentale. Una giacca impermeabile rigida e uno strato intermedio isolante, come un pile o un piumino, sono indispensabili. Immancabili inoltre gli scarponi da trekking impermeabili, poiché i sentieri possono variare da fangosi a innevati per poi diventare asciutti nel giro di pochi chilometri. Infine, non dimenticare mai lo spray anti-orso, facilmente reperibile in affitto nelle città vicine al parco, una protezione solare con alto fattore di protezione e un cappello versatile per proteggerti sia dal sole che dal freddo. Prepararsi adeguatamente è essenziale per vivere al meglio questa meravigliosa esperienza nei grandi spazi dello Yellowstone.
Denver (Colorado), Minneapolis-Bloomington-Saint Paul (Minnesota) e Salt Lake City (Utah) sono porte di accesso ufficiale alla regione del Great American West.
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