AMERICA250 celebra anche il ruolo delle donne americane

AMERICA250 CELEBRA ANCHE IL RUOLO DELLE DONNE AMERICANE

In occasione del 250° anniversario degli Stati Uniti d’America, il ruolo delle donne viene messo in risalto attraverso iniziative incentrate sul loro contributo storico, come quelle dello National Women’s History Museum (NWHM) e della Commissione America250. Il Museo dà vita alle innumerevoli storie mai raccontate delle donne nel corso della storia e funge da spazio in cui tutti possono ispirare, sperimentare, collaborare e amplificare l’impatto delle donne nel passato, presente e futuro. Figure chiave femminili vengono ricordate per i loro ruoli fondamentali, mentre i programmi moderni mirano a includere donne di ogni ceto sociale nella storia dei primi 250 anni di vita dell’America e oltre. I progetti mirano a mettere in luce il contributo delle donne in molti campi, tra cui scienza, arte, diplomazia, economia e diritti civili. Fin dalla sua fondazione, l’NWHM ha dedicato risorse per raccogliere sostegno e fare pressione sul Congresso affinché finanziasse un museo di storia femminile a Washington, DC. I suoi sforzi si sono concretizzati nel dicembre 2021, quando il Congresso ha approvato la creazione dell’American Women’s History Museum (AWHM) sul National Mall.  Il Congresso decise di creare l’AWHM sotto gli auspici dello Smithsonian, con due membri del National Women’s History Museum che facevano parte del Consiglio consultivo dell’AWHM dello Smithsonian.

Durante la Rivoluzione Americana

e donne servirono l’esercito continentale cucinando, cucendo e prestando servizio sanitario, e alcune, come Martha Washington, fornirono un sostegno fondamentale ai loro mariti e alle loro famiglie. La “First Lady” degli Stati Uniti, Martha Washington era nota per la sua forza personale, la devozione al marito e la paziente determinazione durante e dopo la guerra.

Madri fondatrici

Figure come Abigail Adams, che notoriamente esortò suo marito John Adams – secondo presidente degli Stati Uniti – a “ricordare le signore”. Abigail e John coltivarono una corrispondenza che durò tutta la vita. Espresse i suoi pensieri su tutto, dagli aggiornamenti sui bambini alla necessità che l’America coloniale abolisse la schiavitù. Gestì anche la fattoria e le finanze in assenza di Adam, mantenendo a galla la famiglia grazie alla sua parsimonia. Dolley Madison, quarta First Lady e moglie del presidente James Madison svolse un ruolo fondamentale nella raccolta fondi per la spedizione di Lewis e Clark. Mercy Otis Warren, scrittrice e storica, conosciuta come la “Coscienza della Rivoluzione” , descritta come forse l’intellettuale donna più formidabile dell’America del 18° secolo. Sostenne il Boston Tea Party e il boicottaggio dei prodotti britannici. Donne che vengono riconosciute per il loro intelletto e la loro influenza.

Primi successi americani

Sakakawea – fanciulla nativa Shoshone – un grande esempio di personalità eccezionale, si guadagnò un posto importante nelle cronache di Clark e Lewis e nell’immaginario americano per aver accompagnato Meriwether Lewis e William Clark durante l’omonima spedizione finalizzata ad esplorare l’America nord-ovest, voluta da Thomas Jefferson. Viaggiò per migliaia di chilometri dal North Dakota fino alla costa pacifica dell’Oregon tra il 1804 ed il 1806, a 16 anni, madre di un bambino che tenne in braccio per tutto il viaggio. La sua conoscenza delle usanze indiane, unita alla sua intelligenza, al suo coraggio e alla sua forza, resero possibile il successo della spedizione di Lewis e Clark. A lei è stata dedicata una emissione della moneta da un dollaro e tre navi della Marina statunitense. A Betsy Ross viene attribuita la creazione della prima bandiera americana e, durante la guerra rivoluzionaria e per decenni successivi, Betsy continuò a realizzare bandiere. Phyllis Wheatley è stata la prima donna afroamericana a pubblicare un libro di poesie nel 1773; Wheatley abbracciò lo stile di scrittura elegiaco, le sue origini africane, la religione e la Rivoluzione americana e credeva che la schiavitù fosse un ostacolo alla vera libertà. Clara Barton è celebrata come un’infermiera pioniera e fondatrice della Croce Rossa americana nel 1881, un’organizzazione fondamentale per gli aiuti umanitari. La sua leadership e la sua visione hanno fatto progredire l’assistenza medica e la risposta alle emergenze. La sua instancabile dedizione alla cura dei soldati durante la guerra civile le valse il soprannome “Angelo del campo di battaglia”. All’inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, aveva compiuto la trasvolata in solitaria dell’Oceano Atlantico. Ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, ovvero Amelia Earhart completando l’impresa il 21 maggio con un Lockheed Vega equipaggiato con segnatempi Wittnauer, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Londonderry nell’Irlanda del Nord. Donne come Sally Ride, che ha infranto l’ultima frontiera nel 1977 diventando la prima donna americana nello spazio, e la cui passione per l’istruzione l’ha portata a promuovere i campi STEM attraverso la sua azienda, la Sally Ride Science. Il suo impegno nell’incoraggiare i giovani, soprattutto le ragazze, nell’esplorazione scientifica è una parte fondamentale della sua eredità.  Bessie Coleman, che ha superato le barriere razziali e di genere diventando un’aviatrice pioniera: fu la prima donna pilota di origine afroamericana e la prima di origine nativa americana, nonché la prima afroamericana a conseguire una licenza di pilota internazionale nel 1921. Sulla scena olimpica, Suni Lee è entrata nella storia diventando la prima ginnasta asiatico-americana a vincere l’oro nel 2020. Maria Tallchief è stata la prima ballerina del New York City Ballet, inaugurato nell’ottobre 1948. Riuscì a portare l’arte del balletto di origine europea e renderla americana:  quanto di più appropriato che una donna nativa americana dell’Oklahoma, appartenente alla tribù Osage, facesse una cosa del genere. Con magia, mistero e stile si librava sopra ogni cosa, é considerata una delle prime grandi ballerine statunitensi. La sua eredità sopravvive nel successo del balletto americano e nel crescente numero di ballerini di colore negli Stati Uniti. Nel 2015 Misty Copeland è diventata la prima ballerina afroamericana dell’American Ballet Theatre. Nel 1977 Madeleine Albright divenne la prima donna a diventare Segretaria di Stato fino al 2001 sotto la presidenza Bill Clinton. Dieci anni dopo un altro passo è stato fatto da Nancy Pelosi la prima ed unica donna a diventare Presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Dalla sua elezione nel 2007, Pelosi è stata la donna di grado più alto e la seconda dopo il vicepresidente nella linea di successione presidenziale. Condoleezza Rice è stata la prima donna afroamericana a ricoprire la carica di Segretario di Stato dal 2005 al 2009 e la prima donna a ricoprire la carica di consigliere per la sicurezza nazionale. La vicepresidente Kamala Harris ha rotto il soffitto di cristallo diventando la prima donna, la prima persona di colore e la prima vicepresidente eletta indo-americana degli Stati Uniti sotto la presidenza Biden dal 2021 al 2025. Ruth Bader Ginsburg, affettuosamente conosciuta come RBG, è stata una paladina dell’uguaglianza di genere e della giustizia. In qualità di giudice della Corte Suprema dal 1993, le sue decisioni e i suoi dissensi hanno affrontato questioni di discriminazione, libertà civili e diritti delle donne. Il lavoro di Ginsburg come avvocato presso la corte ha gettato le basi per il suo contributo giudiziario. La sua eredità è segnata dalla sua capacità di articolare concetti giuridici complessi e di sostenere la parità di trattamento.  Nel 2024 Lily Gladstone è diventata la prima nativa americana a ricevere sia una nomination ai Golden Globe sia un premio come migliore attrice. La Spedizione Himalayana delle Donne Americane fu una spedizione del 1978 nell’Annapurna – la decima vetta più alta del mondo – che portò sulla sua vetta le prime due donne, e le prime americane. Era guidata da Arlene Blum ed era composta da tredici donne e sei sherpa.

Donne Premio Pulizter

I premi letterari sono spesso un club per uomini, ma nel mondo dei premi Pulitzer sono state riconosciute opere femminili. Oggi si contano una novantina di donne americane vincitrici del Pulizter, premio che fu istituito nel 1917 per diverse categorie nel giornalismo, arti e lettere. Molte opere letterarie, per altro, hanno dato ispirazione a produzioni cinematografiche di grande successo. Edith Wharton fu la prima donna scrittrice a ricevere il Premio Pulitzer nel 1921 con il romanzo L’età dell’innocenza ,magistrale ritratto del desiderio e del tradimento durante la sontuosa età dell’oro della vecchia New York, un’epoca in cui le persone della società “temevano lo scandalo più della malattia”. Il film del 1993 fu diretto da Martin Scorzese. Nel 1937 Margaret Mitchell vinse il Pulizter con Via col vento narrando le vicende di Scarlett O’Hara durante la Guerra Civile, la bella e viziata figlia di un benestante proprietario di piantagioni della Georgia. Il romanzo è uno dei libri più popolari di tutti i tempi, vendendo più di 28 milioni di copie. Un adattamento cinematografico americano nel 1939, divenne il film di maggior incasso nella storia di Hollywood e ricevette un numero record di Academy Awards. Il buio oltre la siepe di Harper Lee divenne subito un bestseller e un successo di critica quando fu pubblicato per la prima volta nel 1960. Vinse il Premio Pulitzer nel 1961 e in seguito fu trasformato in un film vincitore dell’Oscar. The Color Purple (il Colore viola) di Alice Walker vinse il Pulitzer nel 1983. Ci pensò Steven Spielberg nel 1985 a realizzare la sua versione cinematografica e a distanza di quasi quarant’anni, lo stesso racconto oscuro sulla società afroamericana nei primi del novecento torna nel 2023 ispirandosi al musical di Broadway, con Spielberg  in veste di produttore, e  Blitz Bazawule alla regia. Nel 2009 Il Pulizer va a Olive Kitteridge della scrittrice Elizabeth Strout che narra 13 storie interconnesse dell’ insegnante in pensione Olive Kitteridge, personaggio nella piccola città di Crosby, nel Maine. Nel 2014 diventa una serie TV della HBO. Due scrittrici native americane sono state tra i vincitori del Premio Pulitzer 2021. Louise Erdrich (della comunità nativa Turtle Mountain Ojibwe in North Dakota) ha ricevuto il premio per la narrativa per il suo romanzo The Night Watchman, basato sulla straordinaria vita del nonno dell’autrice vincitrice Louise Erdrich, che lavorava come guardiano notturno e portò avanti la lotta contro l’espropriazione dei nativi americani dalle zone rurali del Dakota del Nord fino a Washington, DC. Natalie Diaz (della comunità Mojave/Pima) ha ricevuto il premio per la poesia per la sua raccolta Postcolonial Love Poem, che é stata definita “una raccolta di poesie tenere, strazianti e provocatorie che esplorano cosa significa amare ed essere amati in un’America afflitta da conflitti”. E’ un’attivista linguistica, ex giocatrice di basket professionista ed educatrice. Diaz attualmente vive a Mohave Valley, in Arizona, dove lavorava alla rivitalizzazione linguistica a Fort Mojave, la sua riserva natale. Ha lavorato con gli ultimi parlanti anziani della lingua Mojave. È iscritta come membro della comunità indiana di Gila.

Donne battagliere per i diritti civili in America

Harriet Tubman è conosciuta soprattutto per il suo ruolo di direttrice della Underground Railroad nella metà dell’800. Nata schiava, prese la coraggiosa decisione di fuggire. Fu anche una spia, un’infermiera e una sostenitrice del suffragio femminile. L’impatto di Tubman continua a ispirare le generazioni che cercano uguaglianza e giustizia. Harriet Beecher Stowe scrisse “La capanna dello zio Tom” del 1852 che ebbe un profondo impatto sul movimento abolizionista americano. La sua rappresentazione della brutale realtà della schiavitù galvanizzò l’opinione pubblica del Nord e aumentò le tensioni che portarono alla guerra civile. La scrittura di Stowe fu un catalizzatore di cambiamento, influenzando sia il panorama letterario che quello politico. La sua eredità di scrittrice e abolizionista è segnata dal suo coraggio nell’affrontare le ingiustizie sociali attraverso la letteratura. La forza silenziosa e la determinazione di Rosa Parks – soprannominata Mother of the Civil Rights Movement-  la trasformarono in un simbolo duraturo di resistenza contro la segregazione razziale. Oltre al boicottaggio dei bus a Montgomery,  Alabama nel 1955, ha lavorato insieme ad altri leader per smantellare il razzismo istituzionale. La sua eredità continua a essere un potente promemoria dell’impatto dei singoli atti di sfida. Angela Yvonne Davis è una figura fondamentale per il movimento femminista nero degli anni Settanta. Visse i drammi del razzismo del profondo Sud. Ha dedicato la sua vita alla soluzione politica dei problemi del razzismo e dei diritti civili, e le sue vicende personali e il rilievo che ebbero in tutto il mondo la portarono ad essere, in quanto donna e afroamericana, un simbolo sia del femminismo che dell’uguaglianza razziale. Attualmente Angela Davis continua l’attività di scrittura e insegnamento, nonché la sua militanza politica e continua a sostenere che “in una società razzista non basta non essere razzisti, bisogna essere antirazzisti e antisessisti”. ” Maya Angelou era un genio letterario e una potente voce a favore della giustizia sociale. Il suo lavoro autobiografico “I Know Why the Caged Bird Sings” è una profonda esplorazione della razza, dell’identità e della resilienza. L’eloquente poesia e prosa di Angelou catturavano le lotte e i trionfi delle comunità emarginate. Fu una figura influente nel movimento per i diritti civili, lavorando a fianco di leader come Martin Luther King Jr. e Malcolm X. Nel 1993 Maya Angelou ha declamato la sua poesia «On the Pulse of Morning» alla cerimonia di insediamento alla presidenza di Bill Clinton, in questo risultando la prima poetessa a recitare un proprio testo all’inaugurazione presidenziale dai tempi in cui, nel 1961, Robert Frost lesse i propri versi durante l’insediamento di John F. Kennedy La sua eredità continua a ispirare attraverso le sue parole che evocano empatia e comprensione. Il suo contributo come scrittrice, poetessa e attivista ha lasciato un segno indelebile nella cultura americana. Coretta Scott King è stata una leader chiave del movimento americano per i diritti civili, continuando il lavoro di suo marito, Martin Luther King Jr. Il suo attivismo si estendeva oltre l’uguaglianza razziale per includere i diritti delle donne, i diritti LGBTQ e la pace globale. Gli sforzi di Coretta King contribuirono a far sì che il Martin Luther King Jr. Day diventasse una festa nazionale, garantendo la sopravvivenza della sua eredità di resistenza non violenta e giustizia. La sua capacità di unire comunità diverse e di difendere i diritti umani universali l’ha resa una figura formidabile.

Donne scienziate

C’é una lista alquanto lunga di donne americane che hanno dato importanti contributi in campo scientifico e nella medicina. Ma fra le tante alcune meritano un posto di rilievo per l’epoca nella quale hanno vissuto ed il ruolo che si sono ritagliate. Maria Mitchell nell’800 fu la prima donna astronoma professionista negli Stati Uniti. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, le donne “computer” dell’Università di Harvard analizzarono le foto delle stelle per saperne di più sulle loro proprietà di base. Queste donne fecero scoperte ancora oggi fondamentali per l’astronomia. Ad esempio: Williamina Fleming è nota soprattutto per la classificazione delle stelle in base alla loro temperatura, mentre Annie Jump Cannon ha sviluppato un sistema di classificazione stellare utilizzato ancora oggi (dalle stelle più fredde a quelle più calde: O, B, A, F, G, K, M.). Secondo la NASA, le donne afroamericane laureate lavorarono nel settore informatico nel dopoguerra, ma a causa della segregazione razziale lavorarono in una sezione separata, chiamata West Area Computers. Le ben note “Hidden Figures” si concentrarono su tre computer: Mary Jackson, Katherine Johnson e Dorothy Vaughan. Le donne afroamericane che lavoravano dietro le quinte come “computer umani” furono vitali per la corsa allo spazio. Gladys Mae West sviluppò la modellazione matematica della forma della Terra. Il suo lavoro nei modelli di geodesia satellitare è ancora in uso nel Global Positioning System (GPS). Ha programmato un computer IBM per calcolare con precisione la forma della Terra conosciuta come il geoide. Nel 2018 è stata inserita nella United States Air Force Hall of Fame. È una delle più alte onorificenze assegnate dall’Air Force Space Command (AFSPC). Andrea Ghez – premio Nobel e professore di fisica e astronomia all’UCLA– riceve il Premio Rumford, uno storico premio scientifico assegnato dall’American Academy of Arts and Sciences. Le viene conferita nel 2025 l’onorificenza di pioniera nella ricerca sul buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, che ha rivoluzionato la nostra comprensione del cosmo. Il numero di donne americane che hanno segnato i 250 anni di progresso nel campo STEM è impressionante e molti nomi sono per lo più sconosciuti. Ci piace pensare che il ruolo delle donne nella comunità scientifica si è evoluto dall’essere ignorate e minate a una di riconoscimento e fama e che le donne scienziate attive nel 21° secolo sono in forte aumento e segnano successi importanti.


By Olga Mazzoni – Thema Nuovi Mondi

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