MARCO BERCHI, LA STAMPA del
Poca fantasia (i coloni avevano altre urgenze e preoccupazioni), costanti e giustificati rimandi alle suggestioni visive, nostalgia dei luoghi natali da cui si era emigrati, traslitterazioni dai nomi degli indiani nativi e soprattutto poca o nulla storia alle spalle. Sono alcune tra le ragioni per cui la toponomastica negli Stati Uniti è spesso ripetitiva e noiosa. Lo “snake” river è sinuoso come un serpente, i verdi “green creek” sono decine, i precari “balanced rock” sono un po’ dappertutto e di Springfield ce ne sono una manciata sparse qua e là.




