CINQUE ITINERARI IDEALI PER GUSTARE NEW ORLEANS

Sazerac, Pimm’s Cup, Mint Julep, …: a New Orleans un itinerario nella storia dei cocktail che qui sono nati
La scoperta dei bar storici che hanno reso famosi questi drink, nonché degli ingredienti. Questo itinerario può iniziare alla Decatur Street nel French Quarter, in uno dei più antichi e storici ristoranti e bar di New Orleans: Tujague’s (823 Decatur St), da oltre 160 anni, punto di riferimento per pasti e le bevande tanto da guadagnarsi un’eccelsa reputazione e servire illustri americani e non: Presidento – Roosevelt, Truman, Eisenhower, De Gaulle – ; il libro degli ospiti include notevoli nomi: Cole Porter, O. Henry, Diane Sawyer, Don Johnson, Harrison Ford, Margot Kidder, Dan Akroyd, Ty Cobb, John D. Rockefeller ed altre celebrità che condividono il piacere della buona cucina. Il suo bar é un esempio storico del classico stand-up bar, con il suo specchio ornamentale che qui giunse da Parigi nel 1856, superando l’era del proibizionismo, con tre bartender quando non era legale servire “veri” alcolici; sopravvive anche alla Grande Depressione. Ancora oggi é tra i bar favoriti a New Orleans, ed il antico specchio che ornava graziosamente un bistrot parigino per novant’anni prima del viaggio a New Orleans é ancora lì ed artisti, professionisti, uomini d’affari, lavoratori e viaggiatori di tutto il mondo si lucidano gli occhi in questo locale – stand-up bar originale – uno dei migliori negli Stati Uniti.

Si va oltre la classica Bourbon Street per visitare bar storici un tempo frequentati da pirati, militari e famosi scrittori. (T.Williams, Truman Capote) si deve assaggiare il famoso Sazerac cocktail, un classico che fu inventato almeno 200 anni fa! Nell’anno della celebrazione dei 300 anni di storia della città é attesissimo l’evento Tales of the Cocktail che torna alla sua 16° edizione dal 17 al 22 di Luglio 2018: è un incontro annuale internazionale, una conferenza sui cocktail ma anche una riunione tra fan ed amici che hanno “spirito” e che partecipano a seminari, assaggi, gare ed eventi di networking su tutto quello che l’industria della mixologia può proporre di nuovo. L’evento é certamente coronato dalle celebrazioni del 300° Anniversario della città! Conoscete l’unico Festival dei Cocktail esistente al mondo ? Non si può poi mancare una visita all’affascinante  The Museum of the American Cocktail che celebra questa vera icona americana! Creato da Dale DeGroff e da numerosi appassionati ed esperti mondiali di cocktail, dal 2008 si trova all’interno dal Southern Food & Beverage Museum al Riverwalk Marketplace (1504 Oretha C. Haley Boulevard). Tra le tante splendide collezioni da ammirare, una sezione é dedicata alla La Galerie de l’Absinthe che espone la collezione di Raymond Bordelon: estensiva poiché ne percorre gli anni, mostra cucchiaini (absinthe spoon) ricette per cocktail, la fontana dell’assenzio (absinthe fountain) e ne esplora il mondo bohemien esaltando le relazioni storiche tra Parigi e New Orleans. Bevanda un tempo proibita, ma osannata ora é nuovamente legale. (tra gli sponsor numerosi del museo, anche il Gruppo Campari). Curioso apprendere che nell’estate del 1918 l’Ottavo Emendamento – che passò per lo scarto di un solo voto al Senato della Louisiana – fece sì che dall’anno successivo la vendita degli alcolici fu proibita. La legge del Congress che fu usata per promulgare questa regola fu la famosa National Prohibition Act. All’epoca New Orleans però vantava circa 5.000 bar ed almeno alcuni secoli di relazione con l’alcool! Fino al 1933 innumerevoli furono i raid della forze dell’ordine in esercizi d’ogni genere, incluso il famosissimo Commander’s Palace, uno dei ristoranti più antichi e maggiormente conosciuti della città. (Fonte: http://intemperance.org/neatline/show/raids). Una tappa al 240 Bourbon Street nel French Quarter consente di varcare la soglia della The Old Abisnthe House di oltre 200 anni e di gustare uno dei tanti cocktail con quest’ingrediente o il famoso Absinthe Frappe. Il bar esiste dal 1807. Altro cocktail bar nel quale investire tempo, il CURE (4905 Freret St) pioniere del movimento artigianale dei cocktail fin dal 2009. Mantiene il suo stile innovativo e nel suo menù anche un’eccelsa versione del classico Sazerac di Nola ed altri drink creativi. Come vuole appositamente sottolineare Cure, i cocktail bar sono sempre stati bastioni di civiltà e raffinatezza. Diversamente dai saloon dove la finalità é inebriarsi rapidamente ed economicamente, il cocktail bar era un luogo ove gentil donne e gentlemen socializzavano in maniera produttiva e culturale. Ecco che- ispirandosi all’epoca storica quando nacquero i cocktail quale derivato dalla medicina e dai rimedi casalinghi – Cure trasporta i suoi clienti in una latro tempo, quando l’esperienza di un cocktail ed un boccone era sana e piacevole.

Scrittori e poeti “maledetti” si deliziarono in sane bevute! Un indirizzo di gran fascino é l’Hotel Monteleone (214 Royal Street) uno degli ultimi alberghi a New Orleans gestiti da una grande famiglia: dal 1886 ben cinque generazioni di Monteleone – giunti dalla Sicilia – hanno dedicato tutta la vita a fare di quest’albergo ciò che é stato ed ancora é oggi, ovvero un gioiello storico nel cuore del French Quarter. Ed é proprio in quest’hotel che molti dei grandi scrittori del “South” temporeggiarono, bevendo, scrivendo romanzi o pièce teatrali, citando questa Grand Dame del French Quarter nelle proprie opere. Ernest Hemingway, Tennessee Williams e William Faulkner vi trascorrevano molto tempo quando visitavano la Crescent City. Al suo splendido ed originale The Carousel Bar, Truman Capote soleva narrare che addirittura era nato al Monteleone. Un altro bar che accoglie ossessionati di libri, scrittura e libagioni é BACKSPACE BAR & KITCHEN nel cui bar le bottiglie di liquore si allineano con i libri: semplicemente rende omaggio agli scrittori e a tutti quegli autori meno famosi che hanno amato New Orleans.(Faulkner, Twain, Tennessee Williams etc). INFO : https://www.neworleans.com/drink/rockstar-bartenders-and-mixologists/

Tour dei cimiteri storici, miti, leggende & Voodoo; le tombe dei famosi & scene di film (Easy Rider)
Il St. Louis Cemetery #1 é il più antico di New Orleans, tutto da esplorare: la storia in esso contenuta narra la storia della città. Il tour dei cimiteri cittadini può iniziare da Cemetery Tour a Our Lady of Guadalupe (411 N. Rampart Street), conosciuto come Mortuary Church; una chiesa che divenne l’ultima sosta di molta gente prima di essere sepolta al St. Louis Cemetery No. 1.(1789) Con le loro storie spaventose, ben una dozzina di cimiteri si offrono al viaggiatore “gotico”: unici, con mausolei e tombe decorate, alcune che datano 1700. La maggior parte dei visitatori curiosa al Louis Cemetery #1, luogo ove riposa la famosa Voodoo Queen Marie Laveau; la tomba più strana e volendo inquietante é quella voluta dall’attore Nicholas Cage per quando verrà il momento: é una piramide bianca (501 Basin St.). Oppure il Lafayette Cemetery – location di molteplici film famosi girati a New Orleans e che si trova proprio di fronte all’osannato ristorante Commander’s Place nel Garden District. Il St.Louis Cemetry Nr. 2 che data 1823 accoglie le vittime di una della pestilenze di febber gialla della storia della città, e vanta fantastici lavori di ferro battuto e tombe in stile Greek Revival. Qui sono sepolti Earl King e la leggenda del R&B Ernie K. Doe. E’ indubbio che i cimiteri costituiscano un lato intrinseco del fascino e della storia della città che giace a quasi due metri sotto il livello del mare. Al St.Roch Cemetery Nr.1 (1725 Saint Roch Avenue) c’è una piccola cappella in stile Gothic Revival, colma di ex voto, bigliettini e ricordi. Chi vuole rendere omaggio alle vittime dell’infame uragano Katrina, si rechi al Charity Hospital & Katrina Memorial Cemetery: il memoriale delle vittime vi é stato aggiunto nel 2007 ( 5050 Canal Street). Ci sono 42 cimiteri a New Orleans con storie affascinanti; molte organizzazioni locali dispongono di tour narrati e guidati, unici e che rimarranno un buon ricordo. Tutti i cimiteri sono aperti al mattino. Voodoo (o voudou)é un rito religioso di chiara derivazione afro-caraibica, ancora praticato a New Orleans, nel quale elementi di credenze magiche africane si miscelano con elementi della religione cattolica in una forma di sincretismo religioso che fa del Voodoo una forza misteriosa, invisibile che s’intromette nella vita degli uomini. Il New Orleans Historic Voodoo Museum nel French Quarter (724 Dumaine St.) presenta quest’aspetto specifico della storia culturale di Nola che prende vita nel 1700, epoca della creazione della città. Il museo fu creato nel 1972 da Charles Massicot Gandolfo, un artista locale con una grande passione per ogni elemento legato al Voodoo. E’ un museo educativo che informa ed illustra sui misteri, leggende e tradizioni voodoo che hanno influenzato la storia della città. Dal museo si dipanano anche i diversi tour dei cimiteri del centro storico. Una della attrattive più intriganti rimane comunque l’opportunità di richiedere la lettura della carte: prognostici o la lettura della fortuna é senza dubbio legata al tessuto della pratiche Voodoo che in questo caso vengono svolte dall’officiante del museo John T. Martin, responsabile di queste letture che si presenta avvolto tra le spire di un pitone albino. INFO: https://www.neworleans.com/things-to-do/haunted/

Itinerario del Jazz: passeggiando in città alla scoperta del Jazz, genere musicale tutto americano che nasce appunto a New Orleans che può vantare di essere National Historical Park nel quartiere di Tremeè, accanto al French Quarter e creato nel 1994
Dall’autentica musica dixieland al
big brass e tutti gli altri generi di jazz, le scelte musicali dal vivo sono innumerevoli in questa città che ha dato i natali ad un genere tra i più cool della musica. Esplorare la Frenchmen Street: luogo ove c’é la più alta densità di locali musicali e mercati d’arte notturni! Seguire le orme delle origini del jazz mentre si fa una bella passeggiata nel Louis Armstrong Park. Godersi un brunch domenicale navigando sulle acque del Mississippi River a suon di Jazz, a bordo di un tipico battello a pale. Lo stile New Orleans ha caratteri rigorosi, con un repertorio fatto di marce, rag, canzoni e spiritual e si concretizza in una strumentalizzazione del blues, e in misura minore del ragtime, compiuta da orchestre nere formate generalmente da una cornetta (o da una tromba), un trombone, un clarinetto, un pianoforte, talvolta un banjo, un basso tuba e un rozzo strumento a percussione, che acquista però rapidamente la fisionomia dell’attuale batteria. La scoperta del jazz e della sua evoluzione a New Orleans inizia al visitor center del NPS al 916 North Peters Street che é anche luogo per un concerto jazz. Il Parco Nazionale fornisce in fatti un set ideale per condividere la storia culturale della gente e dei luoghi che hanno contribuito a formare e sviluppare il progresso della musica jazz a New Orleans. Il personale del National Park – i mitici ranger! – offrono informazioni e risorse associate alle origini ed ai primi sviluppi del jazz grazie a tecniche d’interpretazione musicale dal vivo molto educative ed anche d’intrattenimento. Si combina sempre la visita al The New Orleans Jazz Museum presso l’edificio della antica Zecca, la Old U.S. Mint al 400 Esplanade Avenue. Ed é proprio qui che si possono ammirare reperti unici e rai che fanno parte della collezione museale: la più grande di strumenti musicali jazz, fotografie ed incisioni musicali. Tra i pezzi la prima cornetta di Louis Armstrong ed il primo disco della prima registrazione jazz fatta nel 1917. Il museo vanta la più completa collezione di strumenti del mondo appartenuta ad importanti leader ed artisti del jazz: trombe, tromboni, clarinetti e sassofoni di Bix Beiderbecke, Edward “Kid” Ory, George Lewis, Sidney Bechet e Dizzy Gillespie. 12.000 le immagini fotografiche di repertorio dai primi gironi del jazz e poi numerose registrazioni in vari formati: dai 78 giri che risalgono al 1905 fino agli anni ’50 ed altri dischi e nastri, poster, stampe e dipinti, spartiti e filmini che testimoniano concerti, funerale, parate e festival! Ma il museo va oltre ed ospita al terzo piano dell’edificio anche Music at The Mint, una serie di spettacoli musicali presentati in maniera coinvolgente ed intima, sempre perpetuando la missione educativa ed informativa sulla storia del jazz. Oltre a questa iniziativa, numerose le celebrazioni che vi si volgono ogni anno, mantenendo la tradizione di appuntamenti classici di New Orleans: French Quarter Fest, Satchmo Fest, Downriver Fest, Creole Tomato Fest, International Guitar Fest, Danny Barker Fest, etc. Il NEW ORLEANS JAZZ AND HERITAGE FESTIVAL é una appuntamento certamente da non mancare, a fine Aprile: questo festival nacque negli anni ’70 e vide la straordinaria partecipazione di Mahalia Jackson alla primissima edizione del Louisiana Heritage Fair sulla Congo Square, unitamente a Duke Ellington ed alla Eureka Brass Band. Fu l’imprint di una manifestazione culturale che ancora oggi vede in 12 palcoscenici musicali – jazz, gospel, Cajun, zydeco, blues, R&B, rock, funk, African, Latin, Caribbean, folk, ed altro ancora— l’espressione del significato storico e contemporaneo con grandi artisti sia di New Orleans sia della Louisiana dell’ultima metà del secolo: Professor Longhair, Fats Domino, The Neville Brothers, Wynton Marsalis, Dr. John, Branford Marsalis, Harry Connick Jr., Troy “Trombone Shorty” Andrews, Ellis Marsalis, The Radiators, Irma Thomas, The Preservation Hall Jazz Band, Allen Toussaint, Buckwheat Zydeco, The Dirty Dozen Brass Band, Better Than Ezra, Ernie K-Doe, Vernel Bagneris, The Zion Harmonizers, Beausoleil ed altri.

Altra esperienza da non mancare é certamente la navigazione sul Mississippi River per godere di un brunch domenicale a suon di jazz con una crociera di due ore sull’iconica nave a pale Steamboat NATCHEZ che ospita la tradizionale band musicale con talentuosi artisti del genere, The Steamboat Stompers. A coronamento dell’intrattenimento musicale un classico e genuino New Orleans Brunch, elemento integrante della vita di New Orleans, città che celebra cibo, musica e rinfrescanti libagioni in allegria.

Infine: serata a suon di jazz nella storica location del French Quarter sulla St. Peter Street, PRESERVATION HALL FOUNDATION che dal 1961 propaga la cultura musicale del tradizionale Jazz di New Orleans: concerti jazz in un posto carico di storia ed intimo, giocando anche un ruolo attivo nel tessuto culturale della città, enfatizzando aspetti educativi e sociali tramite varie iniziative.

Un altro aspetto strettamente correlato al Jazz sono le Marching Band di New Orleans, una su tutte é famosa: St. Augustine High School Band, conosciuta come “The Marching 100.” Una vera e propria “squadra” di musicisti marcianti che prende parte a significativi eventi: dalla Rose Bowl Parade, al Macy’s Thanksgiving Day Parade ed ovviamente anche al Super Bowl. Ma in generale non é difficile assistere ad una parata definita “Second line parade” che é la diretta discendente delle bande musicali di strada che accompagnano i funerali e riuniscono tutte le tradizioni di New Orleans. Ce ne sono a decine, durante tutto l’anno, di norma nelle domeniche pomeriggio e nel French Quarter o nei vari altri quartieri della città. La dimensione della band varia, ma in ogni caso includerà sempre una brass band, festosa e danzante per la strade, con i suonatori con vestiti sgargianti, cappelli, berretti, parasoli che si esibiscono spontaneamente in un classico block party. Sono sempre presenti alle celebrazioni musicali cittadine di fama: dalla Satchmo Summerfest cha agli inizi d’Agosto sfila per le strade del French Quarter alla second line parade che apre il French Quarter Festival ogni anno ad Aprile oppure il New Orleans Jazz and Heritage Festival, o la Jazz Fest, che si svolge ogni anno a primavera al Fairgrounds Race Course in Mid-City. Per saperne di più su queste Second Line parade basta curiosare nello splendido Backstreet Cultural Museum appena alle porte del French Quarter nello storico quartiere Tremé: é un piccolo museo che espone mostre su queste band musicali, sui funerali ed altre usanze della cultura di New Orleans. INFO: https://www.neworleans.com/things-to-do/music/

Itinerario del Garden District uno dei più bei quartieri della città, con dimore e giardini storici, tutti da fotografare
Viali alberati celano belle case con splendide architetture ove vissero alcuni curiosi personaggi della vecchia “Lafayette City.” Personaggi eccentrici, proprietari di piantagioni e comandanti militari vissero nel Garden District. I suoi confini sono ben definiti: : Charles Avenue a nord, 1st Street ad est, Magazine Street a sud e Toledano Street ad ovest. Il quartiere National Historic Landmark District s’estende un po’ oltre. Per chi ha l’occhio fine il quartiere riserva una serie di edifici e caseggiati tra il 1832 ed il 1900con magioni storiche considerate tra le più belle del Sud USA. L’origine del Garden District nel 19° secolo testimonia il benessere di alcune famiglie che fecero costruire opulenti dimore, riflettendo la prosperità dell’epoca a New Orleans. All’origine la zona si sviluppò con solo un paio di case per isolato, ognuna circondata da bei giardini: da qui il nome del quartiere. Poi, successivamente verso la dine del 19° secolo si suddivisero i lotti ulteriormente così che la uptown New Orleans divenne più urbanizzata. Questo ha dato origine ad un tessuto architettonico più vario: ad ogni magione del 19° secolo nell’isolato s’accompagnava una bella casa in stile Vittoriano con la classiche decorazioni “gingerbread”. Ed é per questo motivo che il quartiere “Garden District” é oggi conosciuto più per le sue architetture che per i suoi giardini. Tra le case da non mancare: Gilmour – Parker House, 1520 Prytania Street; Bradish Johnson House, 2341 Prytania Street; Adam-Jones House, 2423 Prytania Street; Women’s Guild of the New Orleans Opera Association, 2500 Prytania Street; R.N. Girling’s “English Apothecary”, 2726 Prytania Street; Claiborne Cottage, 2727 Prytania Street; Penrose-Sere House, angolo tra Prytania e Philip Street; Brevard-Rice House, 1239 First Street; Colonel Short’s Villa, 1448 Fourth Street; The George Washington Cable House, 1313 8th Street, un National Historic Landmark; The Manse, 2328 Coliseum Street. Al 2707 della Coliseum Street si trova anche la casa d’infanzia del personaggio principale del film The Curious Case of Benjamin Button. Percorrendo le varie strade, con cartina alla mano, si giunge al Commander’s Palace, 1403 Washington Avenue, ristorante di fama fondato nel 1880 ed uno dei più famosi della città. Questo luogo nel 1832 faceva parte dalla J.F.E. Livaudais Plantation e prima del 1880 formò una parte della City of Lafayette, Jefferson Parish, Louisiana. Nel 1944 viene affissa una segnaletica storica “Dining in the Grand Manner” da Frank ed Eleanore Moran, il classico “marker”.

Si raggiunge il quartiere comodamente a bordo di uno dei tram di New Oreleans: lo streetcar che percorre St. Charles Avenue al modico costo di $1.25 per persona.

Esperienza oltre la riva del Mississippi: il quartiere di Algiers
Algiers é il secondo più antico quartiere di New Orleans, e l’unica parrocchia che si trova sulla West Bank del Mississippi River. Algiers é conosciuta anche come 15th Ward, uno dei 17 Wards of New Orleans, fondata nel 1719 solo un anno dopo la fondazione di New Orleans. Si pensa che il nome si riferisca alla distanza tra La Francia ed Algeri. I primi coloni ad arrivare ad Aligiers furono i Francesi, seguiti dagli Spagnoli che unitamente agli schiavi bonificarono il villaggio. Più tardi giunsero immigranti da est, dopo il passaggio storico del 1803 con il Louisiana Purchase: Tedeschi, Irlandesi, Italiani e Siciliani ed altri piccoli gruppi etnici dall’Europa. Dal 1819 Aligiers fu interessata dai cantieri navali e dal trasporto del legname. Nel 1852 vede arrivare la strada ferrata ed un incredibile spinta commerciale, nonché un albergo! Algiers nel 1911 vantava ben 36 posti per la musica e per ballare.

Con una breve corsa a bordo di un traghetto, da Canal Street si raggiunge Algiers. Algiers Point é un po’ la Brooklyn di New Orleans senza tutto il traffico, e da qui si ha una vista meravigliosa della città e del Mississippi River. Ed é qui che stazionavano gli schiavi importati, prima di essere venditi al mercato. Algiers Point ha ancora l’atmosfera del villaggio e la sua personalità tipica di quartiere ha reso “The Point” un luogo prediletto a musicisti ed artisti. Il quartiere contava di numerosi musicisti: Henry “Red” Allen, Peter Bocage, Oscar “Papa” Celestine, “Kid” Thomas Valentine and Elizabeth “Memphis Minnie” Douglas, che vivevano ad Algiers.

Algiers conserva alcune genuine attrattive: numerose New Orleans carnival krewes hanno i propri magazzini per a carri in questa zona ed Algiers Point é nel National Register of Historic Places dal 1978 e designato local historic district nel 1994. La sua atmosfera é totalmente bohemien e vale una bella passeggiata a piedi.

Il rituale funerario della parata “Second Line” o “Repass” é una tradizione di Algiers, nel quale una band di fiati sfila in parata dopo un funerale. La “main line” o “first line” é la sezione principale della parata; chi segue la band per godere della musica viene definito “second line” e benché le parate di second line celebrino la morte di una caro, si può trasformare spontaneamente in una festa di strada, un block party. Le origini della second line risalgono alla fine del 1800 e si pensa che l’ultima suonata di Louis Armstrong a New Orleans prima di recarsi a Chicago, fu proprio ad Algiers alla Teche Street funeral home.

Tra le esperienze di Algiers: il lungo fiume con 6 km. di passeggiata e piste ciclabili, nonché luoghi per fare picnic. Teatri e negozi hanno subito la trasformazione per diventare studi di registrazione, botteghe per il vetro soffiato come la Rose Tree Gallery e negozi specializzati. Una passeggiata tra le sue strade rivela bei parchi, querce secolari, piccoli cottage in stile vittoriano con le decorazioni lignee gingerbread. Tra i luoghi da non mancare : Jazz Walk of Fame che celebra le leggende del Jazz a New Orleans, e Confetti Park un parco giochi per bambini con stravaganti lavori dell’artista Steven Kline.

Vale la pena trascorrere una mezza giornata ad Algiers Point seguendo i suggerimenti di : http://www.freetoursbyfoot.com/algiers-point-walking-tour/ oppure unendosi ad un tour guidato da un esperto locale, della durata di due ore. Si mangia uno spuntino al Tout De Suite Cafè al 304 di Verret Street, frequentato dalla gente del posto é accogliente ed offre anche tavoli all’aperto e la colazione é davvero un piacere.

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