Il nuovissimo Barack Obama Presidential Center di Chicago celebra la sua apertura il 19 giugno p.v., proprio il giorno successivo al Juneteenth, festività storicamente nota come Giornata dell’Emancipazione negli Stati Uniti che commemora la liberazione degli schiavi afroamericani.
La biblioteca presidenziale del 44° presidente degli Stati Uniti ingloba la Obama Foundation, oltre a servire quale centro per conferenze e per la comunità.
C’è tanto da dire su questo centro, iniziando dalla sua posizione. Si trova – infatti – a Jackson Park nel South Side di Chicago adiacente al bel campus della University of Chicago. Il parco fu disegnato dal famoso architetto di paesaggi Frederick Law Olmsted nel 1893 per la World’s Columbian Exposition.
Ospita il Museum of Science and Industry. Poi non manca un campo da golf. Il Center ha stretto un accordo per ospitare anche una filiale della Chicago Public Library nel suo complesso e tra le altre cose, tra i lavori conservati anche la prima vera e propria prima biblioteca presidenziale completamente digitalizzata.
JACKSON PARK
Il nome del parco – Jackson – deriva dal 1880 da un altro presidente americano: Andrew Jackson, settimo presidente degli Stati Uniti. Il luogo è stato scelto per l’Obama Presidential Center e si trova all’incrocio di tre quartieri di Chicago.
Uno è Hyde Park, storicamente storicamente ricco e razzialmente integrato a soli 11 km a sud del The Loop. Woodlawn e South Shore, al contrario, a maggioranza afroamericana ed economicamente più depressi.
Sia l’ex presidente che sua moglie Michelle Obama hanno sottolineato l’importante influenza che South Side ha avuto nelle loro vite. “Uno dei miei più grandi onori è essere una fiera cittadina di Chicago, figlia del South Side.” per voce di Michelle.
HYDE PARK ha acquistato notorietà a livello nazionale poiché indissolubilmente associato con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che, prima di candidarsi alla presidenza, è stato docente senior per dodici anni presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Chicago, senatore dello stato dell’Illinois in rappresentanza dell’area e senatore degli Stati Uniti dell’Illinois. Le storiche strade alberate dello storico quartiere Hyde Park di Chicago sono ricche di architettura gotica, monumenti culturali e un’energia accogliente che gli conferisce un’atmosfera da piccola città. In questo quartiere sorge l’Università di Chicago fondata grazie alla filantropia di John D. Rockefeller.

Curiosità: Papa Leone XIV completò gli studi universitari mentre viveva a Hyde Park. Già la passeggiata nel campus universitario offre splendide architetture in stile gotico. Basterebbe curiosare nella Rockefeller Memorial Chapel, costruita interamente in pietra e riccamente decorata con sculture. Da non perdere l’ascolto del carillon, uno degli strumenti musicali più grandi mai costruiti con le sue 72 campane e 100 tonnellate di bronzo!
Chi ama visitare musei e vuole lasciarsi ispirate dal genio inventivo può dedicarsi al più grande museo scientifico dell’emisfero occidentale, il Griffin Museum of Science and History. Chi invece è attirato dalla cultura nipponica non potrà mancare l’Osaka Garden, un incontaminato giardino giapponese, e SKYLANDING, la prima installazione artistica pubblica permanente di Yoko Ono negli Stati Uniti regalata dall’artista alla città di Chicago nel 2016.
The Institute for the Study of Ancient Cultures (ISAC) fondato nel 1919 è stato un importante centro di ricerca per lo studio delle civiltà antiche. Con circa 350.000 reperti, rinvenuti principalmente dagli archeologi dell’ISAC, invita a scoprire gli inizi della nostra vita come esseri umani attraverso gallerie dedicate a Egitto, Nubia, Persia, Mesopotamia, Siria, Anatolia e Levante.
La maggior parte del terreno è in fase di costruzione come parco urbano paesaggistico con parchi giochi e giardini e comprende la bonifica di una precedente carreggiata per il parco. Gli edifici e il terreno sono di proprietà della città di Chicago; alla fondazione Obama è stato assegnato un accordo di utilizzo, costruzione e manutenzione della durata di 99 anni.
ARCHITETTURA ed ARTE dell’OBAMA CENTER
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Dei 140 studi di architettura ingaggiati nell’ideare l’Obama Center, nel 2015 dopo la selezione, ne rimasero sette: John Ronan Architects, Adjaye Associates, Diller Scofidio + Renfro, Renzo Piano Building Workshop, SHoP Architects, Snøhetta e Tod Williams Billie Tsien Architects.
La Fondazione scelse lo studio newyorchese Tod Williams Billie Tsien Architects e i designer di Chicago di Interactive Design Architects per condurre insieme design ed ingegneria del Center. Nel progetto sono state ingaggiate numerose maestranze professionali, artisti e paesaggisti, così come un consorzio di ditte locali afro americane. Ovviamente si è pensato ad un modello di sviluppo sostenibile attraverso una combinazione di innovazione e ingegno.
Elettricità da fonti rinnovabili, edifici e le strutture certificati LEED v4 Platinum, SITES Silver e International WELL Building Institute Health-Safety Rating. Assenza di combustibili fossili nelle operazioni quotidiane e installazione di pannelli solari sul tetto del Garden Pavilion e dell’Home Court, aiutando il Centro a operare come istituzione a zero emissioni di carbonio. L’edificio è stato progettato verticalmente per ridurre al minimo la sua impronta nel parco, museo di otto piani, l’edificio “parla della metafora dell’ascensione, di un movimento dal basso verso un senso di azione collettiva”.
Nel 2025, La Obama Foundation ha commissionato a dieci artisti la creazione di 9 opere per il Centro. Gli artisti sono Nick Cave, Nekisha Durrett, Jenny Holzer, Jules Julien, Idris Khan, Aliza Nisenbaum, Jack Pierson, Alison Saar, Kiki Smith e Marie Watt.
Si uniscono a Lindsay Adams, Spencer Finch, Richard Hunt, Maya Lin e Julie Mehretu. Nuovamente nel 2026, la Obama Foundation ha annunciato di aver commissionato ulteriori lavori per il centro a Mark Bradford, Tyanna J. Buie, Jay Heikes, Carrie Mae Weems e una collaborazione tra Sam Kirk e Dorian Sylvaine tra gli ultimi artisti coinvolti recentemente anche Njideka Akunyili Crosby, María Magdalena Campos-Pons, Jeffrey Gibson, Rashid Johnson, Hugo McCloud, Martin Puryear, Lorna Simpson, e Norman Teague.
È importante comunque sapere che la Fondazione ha espressamente pensato all’inclusione di artisti provenienti da contesti diversi. Gli artisti incaricati sono “artefici del cambiamento” le cui pratiche si collegano alla missione più ampia del museo, che è quella di “ispirare, connettere e dare alle persone gli strumenti per cambiare il loro mondo”. Le opere presentano “temi sovrapposti quali impegno e azione civica, memoria e patrimonio, comunità e connessione, resilienza e speranza”.
Consultate il seguente link per trovare ogni utile informazione relativa agli artisti che hanno dato il proprio contributo al Center, quale parte integrante del confronto quotidiano che l’arte sollecita; troverete anche un’utile mappa dell’arte distribuita nell’intero campus: https://www.obama.org/visit/campus/art-collection/
All’apertura del museo il 19 giungo 2026, le mostre permanenti includeranno Toward a More Perfect Union al primo piano, una mostra incentrata sugli inizi della democrazia negli Stati Uniti, sugli anni formativi degli Obama, sul periodo sociopolitico dagli anni ’60 agli anni ’90, i loro primi anni di carriera a Chicago come organizzatori di comunità e la campagna presidenziale del 2008.
Gli artisti contribuiscono con le proprie opere al campus dell’Obama Presidential Center, a partire da Njideka Akunyili Crosby che crea un ritratto di Barack Obama e Michelle Obama utilizzando immagini tratte da album di famiglia, storia e vita pubblica. Il suo ritratto mostra i legami tra gli Obama e altre persone, come artisti, leader e cittadini, e le sue opere sono collocate nell’atrio principale.
C’è María Magdalena Campos-Pons, che presenta un’installazione basata sul giardino della Casa Bianca, un’opera che include piante, cibo e fiori, poiché si collega al cibo, alla terra e alla memoria. Si collega anche al lavoro di Michelle Obama sull’alimentazione sana, mostrando al contempo come un giardino possa contenere storia e vita quotidiana.
IL GIARDINO DI MICHELLE OBAMA
Nel tentativo di continuare a ispirare innumerevoli americani a imparare a coltivare il proprio cibo fresco e nutriente, creare un orto di frutta e verdura come parte dell’Obama Presidential Center è una scelta naturale. Il giardino di Michelle alla Casa Bianca – White House Kitchen Garden – è stato simbolo del suo impegno nell’ampliare l’accesso al cibo e della sua attenzione alla salute, e trova una nuova sede nel campus di Chicago del Centro con la creazione dell’Eleanor Roosevelt Fruit & Vegetable Garden.
Descritto sul sito web del centro come uno “spazio vivo, in crescita e vivace”, Obama afferma che intende continuare il lavoro iniziato durante il suo mandato alla Casa Bianca: l’ex first lady ha piantato l’orto sul South Lawn, innescando dibattiti nazionali su come condurre una vita più sana. Decenni prima, Roosevelt aveva piantato un giardino della vittoria risalente alla Seconda Guerra Mondiale al 1600 di Pennsylvania Ave. per incoraggiare le famiglie a sostenere gli sforzi bellici coltivando il proprio cibo.
Il nuovo giardino comprende aiuole accessibili, un’aula da giardino, una cucina didattica e un’area picnic. Lo spazio illuminato dal sole offrirà letteralmente un punto di osservazione privilegiato per la riflessione, la salute e la comunità. Accogliendo scolari, chef e membri della comunità nel giardino, Michelle Obama ha contribuito a ispirare un’alimentazione più sana, un apprendimento pratico e un senso di comunità condiviso.
INFORMAZIONI UTILI ALLA VISITA
Il Campus dell’Obama Center è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 6 am alle 9 pm.
Il Museo osserva i seguenti orari d’apertura: lunedì dalle 13 alle 20.00, dal martedì alla domenica dalle 10 am alle 5.pm.
I biglietti d’accesso al museo consentono di visitare i quattro piani del museo, l’Oval Office, e la Sky Room.
I biglietti per il Museo sono solo a tempo. Assicuratevi di arrivare al Museo entro 10 minuti dall’orario previsto.
Le audioguide, ospitate tramite Bloomberg Connects, uniscono tecnologie all’avanguardia a una narrazione accattivante, creando un’esperienza indimenticabile e immersiva. L’app gratuita consente agli utenti di accedere al campus del Centro da qualsiasi parte del mondo.
I biglietti per il Campus Experience Tour includono una visita guidata di 90 minuti e l’ingresso alla Galleria del Museo. I biglietti sono obbligatori per ogni visitatore di età superiore ai due anni e si consiglia vivamente di prenotare in anticipo. Si parte per un tour completo del campus dell’Obama Presidential Center attraverso Jackson Park. Guide esperte conducono attraverso il campus di circa 78 ettari, intrecciando insieme le storie dell’arte, dell’architettura e della visione che definiscono questo spazio.
Ogni biglietto include l’accesso gratuito al Museo, consentendoti di “saltare la fila” e di visitare autonomamente le mostre prima o dopo la visita. Queste visite guidate giornaliere sono offerte dal lunedì alle 13:30 e dal martedì alla domenica e alle 10:30 e alle 13:30. Per sfruttare al meglio la giornata, si consiglia di utilizzare il pass “salta la fila” del Museo per esplorare le mostre prima o dopo l’ esperienza guidata.
Si consigliano scarpe da passeggio e strati adatti alle condizioni meteorologiche, poiché il tour si svolge sia all’interno che all’esterno. I tour si svolgono con pioggia o sole e possono essere modificati a seconda delle condizioni meteorologiche o di considerazioni programmatiche. Si migliora l’esperienza prenotando in anticipo anche un pasto al ristorante.
In collaborazione con Bon Appétit, il Center offre un’esperienza culinaria ispirata alla visione del Centro di raccontare storie attraverso il cibo e offre agli ospiti un legame autentico che è una vera estensione dell’esperienza dei visitatori e un punto di orgoglio per la comunità del South Side. Concedetevi un indimenticabile viaggio culinario curato dall’acclamato chef di Chicago Cliff Rome. Si scopre il vivace legame tra cibo e impatto sulla comunità, poiché ogni piatto è preparato con ingredienti freschi e di provenienza locale. Questo è più di un pasto: è un invito ad assaporare il potente ruolo che il cibo svolge nell’arricchire le nostre vite e nel rafforzare le comunità.
Per soste rapide tra una mostra e l’altra, il grab & go Cafe offre caffè, pasticcini di stagione e prodotti preparati freschi. Questo locale “fast casual”, situato al piano inferiore del museo, offre una deliziosa selezione di spuntini veloci e bevande.
Consultare il sito: https://www.choosechicago.com/obama-presidential-center/




