America 250 / L’innovazione. Digital economy, colossi dei cieli e chicchi di caffè. Ma a Seattle lo stupore è di vetro colorato. E a Venezia…

America 250 / L’innovazione. Digital economy, colossi dei cieli e chicchi di caffè. Ma a Seattle lo stupore è di vetro colorato. E a Venezia...

È un bel salto quello che vi proponiamo oggi nella nostra serie di reportage ispirati dai 250 anni dalla Dichiarazione di Indipendenza che segnò la nascita degli Stati Uniti. Un bel salto perché dopo i cinque articoli dedicati alle origini vere e proprie degli States — link in fondo a questo testo — cambiamo chiave di lettura per proporvene due focalizzati sull’innovazione. Il nostro continua ad essere un taglio turistico e viaggereccio, ovviamente, e la scelta dei temi e dei luoghi, soprattutto in questo caso, è parzialissima: vogliamo darvi un assaggio, uno spunto per un tema, quello appunto dell’innovazione, che attraversa potentemente tutta la storia e l’attualità americana. Naturalmente con altrettanto potenti contraddizioni e negatività.

Per farlo abbiamo scelto due punti focali entrambi su quella costa ovest che nell’immaginario e con buone ragioni rappresenta l’ideale della culla delle novità. Un ideale che resiste anche se altre aree, il Texas ad esempio, le stanno facendo concorrenza.

L’articolo di oggi è dedicato a Seattle, nello Stato di Washington, e ha un’ulteriore particolarità: a un “santuario” della tecnologia accostiamo una sorprendente sito dedicato a una particolare forma d’arte, anch’essa portatrice di novità e intelligenza del bello.

SEATTLE, GLI HIGHLIGHTS Un nostro articolo di alcuni anni fa è invecchiato bene e ad esso vi rimandiamo per un po’ di dettagli. Puntando all’essenziale, bisogna andare subito sul bel Waterfront, recentemente ridisegnato e comodo elemento di collegamento con il grande acquario e il colorato Pike Place Market, fitto di chioschi e bancarelle. Si passeggia molto piacevolmente, si sale sulle ampie terrazze panoramiche e da qui viene voglia di imbarcarsi su uno dei numerosi battelli che propongono il “whale watching”, la caccia fotografica alle balene.

Insistiamo: il Waterfront è assolutamente da non perdere ed è a nostro avviso l’ideale introduzione alla città. Da provare, anche se un po’ datata per i nostri gusti post-moderni, la salita allo Space Needle. La slanciata torre panoramica che offre una meravigliosa vista sulla città e sulla frastagliata baia in cui il Pacifico si insinua tra penisole, isole e isolotti. Tornati giù con i veloci ascensori vi attende il classico shop di gadget e il vicino e altrettanto imperdibile Museum of Pop Culture (vedi il nostro articolo citato).

Gli appassionati di informatica, poi, ben sanno che a Redmond, a est di Seattle, c’è il quartier generale di Microsoft, dove, a proposito di innovazione, si può esplorare un negozio tutto dedicato al brand che ha fatto la storia dell’era digitale.

L’INNOVAZIONE/1 Oltre a Microsoft, a Seattle sono nati altri due colossi che hanno invaso il pianeta e che hanno quasi sicuramente raggiunto le vostre papille gustative e le vostre case: in ordine di tempo, Starbucks (1971) e Amazon (1994). Del gigante del caffè bisogna andare a visitare il primissimo, piccolo caffè, ancora aperto nel citato Pike Place Market, del dominatore delle vendite per corrispondenza — e di molti altri settori — invece il turista trova poco o nulla.

Ci sono le due “spheres” di acciaio e vetro in piena downtown ma sono principalmente riservate ai dipendenti e solo parzialmente aperte al pubblico. In fondo c’è coerenza con la filosofia dematerializzata del colosso creato da Jeff Bezos: conta il pacco consegnato a casa, il resto deve apparirvi come puro e immateriale “cloud”.

L’INNOVAZIONE/2 All’estremo opposto è il sito cui dedichiamo una lunga mezza giornata: la materialissima, grandissima, estesissima sede della Boeing, sì, proprio quella degli aerei. Il passaggio dalla invisibile “nuvola” di Amazon alle nuvole solcate dai giganti Boeing non potrebbe essere più clamoroso. Lo attenua la mezz’ora d’auto verso nord necessaria per arrivare al “Boeing Future of Flight”, questo il nome della struttura che accoglie i visitatori e che fa da hub per la visita vera e propria. Visita che si svolge esclusivamente per gruppi accompagnati da una guida e che rappresenta una vera e propria immersione nel gigantesco stabilimento.

Per una volta l’aggettivo non è esagerato: quello della Boeing è infatti “the world’s largest factory”, il più grande complesso di produzione del mondo e il suo cantiere aveva scippato a quello del Canale di Panama il primato di più esteso cantiere del pianeta. Le comprensibili limitazioni — vietati foto e video ma anche penne e taccuini (!) — nulla tolgono all’interesse della visita, introdotta da un filmato, e condotta con dovizia di dettagli dalla guida che vi scarrozza in pullmino tra i vari edifici. Si assiste dall’alto di balconate all’assemblaggio dei velivoli, scoprendone le varie fasi e si fa lo slalom tra ali e impennaggi, motori e carlinghe, dentro e fuori dai colossali capannoni. La visita si conclude nell’immancabile store non prima di aver vagato per la Gallery che illustra passato e futuro dell’aviazione.

I COLORI SORPRENDENTI Chihuly, chi era (è) costui? La nostra ignoranza è pari solo alla sorpresa — grande — quando a Seattle ci imbattiamo in Dale Chihuly, meglio, nelle sue opere. Nato nel 1941 a Tacoma — la città “gemella”, a sud di Seattle — l’artista è uno straordinario genio del “glass blowing”, il vetro soffiato. La sua vita e la sua carriera le trovate qui a noi ora interessa introdurvi brevemente al vero e proprio giardino incantato che prende il nome di Chihuly Garden and Glass.

Per vederlo bisogna tornare a Seattle, a un passo dallo Space Needle e a due dal Museo del Pop e la visita si compone di due spazi distinti e collegati, uno interno, in cui i colori fantasmagorici delle opere di Chihuly balzano fuori dall’oscurità dei locali, e uno, ancor più meraviglioso, esterno dove le sue creazioni danzano tra fiori e alberi. Quest’ultimo è un vero e proprio giardino incantato, con le forme di vetro colorato che imitano quelle di foglie e fiori in un vortice di eleganza e di sogno che solo le immagini possono tentare di rendere.

A rendere ancora più singolare questo articolo arriva inaspettato e proprio grazie a Chihuly un link tutto italiano. Dove se non a Venezia un artista del vetro poteva trovare un ambiente espressivo ideale? Dopo una prima performance con installazioni realizzata nel 1996, l’artista americano torna in laguna proprio in questi giorni con “Chihuly: Venice 2026”. Dal 5 maggio, giorno della presentazione, e sino al 14 novembre, tre sue opere monumentali si affacciano sul Canal Grande, tutte visibili dal Ponte dell’Accademia, e si collegano a un centro espositivo di ricerca e archivistico ospitato presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Il progetto di dialogo artistico con la città è promosso dalla Pilchuck Glass School e dal Frederik Meijer Gardens & Sculpture Park, di Grand Rapids (Michigan) e rinnova l’amore dell’artista per Venezia che «con la sua luce, la sua storia e la sua architettura sono state una fonte costante di ispirazione».

Vi avevamo avvisati: questo articolo della nostra serie sui 250 anni degli States avrebbe preso una piega insolita. E forse non è un caso che, volendo dedicarlo all’innovazione, siamo quasi inciampati in un’inattesa connessione tra le lontane Seattle e Venezia dettata dall’arte, che dell’innovazione è forse il fattore più potente di tutti.


LA SERIE AMERICA 250

Questo articolo fa parte di una serie dedicata al 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza approvata il 4 luglio 1776 a Filadelfia dai rappresentanti delle tredici colonie americane riuniti nel Secondo Congresso Continentale. Era il punto di svolta del lungo e tormentato processo di separazione delle colonie americane dalla madrepatria britannica e l’atto decisivo che segnava la nascita di una nuova entità statuale: gli Stati Uniti d’America.

Il 4 luglio 2026 gli Usa celebreranno il 250° anniversario dell’Independence Day e quella giornata sarà il culmine di un calendario di eventi che proseguirà coinvolgendo tutti gli Stati dell’Unione nel progetto “America250”.

L’anniversario è un’occasione per suggerire alle decine di migliaia di italiani che ogni anno viaggiano negli States per turismo un approccio e uno sguardo che si aggiungono a quelli consueti. E per proporre quindi luoghi da scoprire, siti storici e culturali rinnovati e rilanciati per l’occasione, itinerari di approfondimento e tutta una serie di spunti di viaggio che integrano i grandi, tradizionali e “sempreverdi” punti di interesse degli Stati Uniti.

Sino a tutto il 2026 troverete sulle nostre pagine web resoconti di viaggio legati a luoghi, vicende e personaggi articolati su grandi filoni tematici.

Il tutto con un approccio strettamente turistico, con attenzione al dato storico e culturale ma senza alcuna pretesa di esaustività né, tantomeno, con sconfinamenti nelle vicende di attualità politica.

I reportage sono realizzati anche grazie alla collaborazione esclusiva con Brand Usa, l’ente di promozione turistica degli Stati Uniti, che sostiene ufficialmente il progetto del canale Viaggi de La Stampa, e con il supporto fornito “sul terreno” da numerosi partner statunitensi e, per questo reportage, dal gruppo Air France / Klm che comprende i vettori Air France e Klm.

GLI ARTICOLI PRECEDENTI

Siamo partiti da Boston, poi ci siamo trasferiti a Filadelfia e da lì abbiamo viaggiato sino in Virginia, sulle orme di Washington e Jefferson per poi sostare a lungo nella capitale federale di Washington DC per vedere gli originali dei documenti fondativi e i grandi Memoriali che caratterizzano la città.

Infine, a concludere la serie dedicata alle Origini, siamo tornati in Virginia, nel Triangolo Storico con questo articolo.

LE INFORMAZIONI UTILI

Per viaggiare negli Usa qui. Per gli appuntamenti internazionali del 2026, tra cui America250, è stato varato un nuovo hub digitale dedicato ai turisti internazionali. Il sito, potenziato dall’IA, aiuta a pianificare viaggi ed esperienze negli Stati Uniti. È appena stata rilasciata la versione in italiano.

Le sezioni dedicate all’anniversario sono qui

Il sito istituzionale delle celebrazioni del 250° è qui

Le info su Seattle sono qui. Oltre a quello citato all’inizio del testo, un altro articolo con info su Seattle

I LUOGHI DI QUESTO ARTICOLO SUL WEB

Il Pike Place Market

Il Waterfront

Lo Space Needle

Il Museum of Pop Culture

Le Amazon Spheres

Il Boeing Future of Flight

Il Chihuly Garden and Glass

ARRIVARE

All’aeroporto di Seattle – Tacoma si atterra dopo circa 10 ore di volo dall’Europa con voli di Air France da Parigi, a sua volta collegata con tutti i principali scali italiani.

Durante l’estate e proprio a partire da questi giorni, Delta vola a Seattle direttamente da Roma Fiumicino quattro volte alla settimana. È la prima volta che il nostro Paese è collegato senza scali con la città dello Stato di Washington.

DORMIRE

L’1 Hotel piacerà molto a chi è attento in modo rigoroso alla sostenibilità e alla riduzione dell’impatto ambientale. I prezzi non sono bassi — e la città offre sistemazioni per tutte le tasche — ma la posizione è centralissima e l’adiacente santuario del food Whole Foods con il suo self service permette di risparmiare sui pasti.

MANGIARE

Il Pike Place Market è ideale per cibo di strada e crostacei freschi, che sono abbondanti anche nei locali lungo il Waterfront.

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