Quante città ci sono da scoprire negli Stati Uniti? Sì, da scoprire oltre alle New York, Miami, San Francisco, Chicago, Boston…. Fermarsi anche solo un paio di giorni a Portland, Oregon — da non confondersi con l’omonima del Maine — spalanca gli orizzonti. E non solo perché siamo “dall’altra parte”, là dove il continente profuma già di Oceano Pacifico, ma anche perché Portland dimostra di meritarsi quell’aggettivo — “vibrant” — che negli Usa fa le veci del nostrano “iconico”, usato e abusato a raffica.
Sì, Portland è vivace e varia — e verde, molto verde — ma a noi è piaciuta anche se non soprattutto perché è la perfetta base per godersi una regione magnifica dal punto di vista naturale e ottimamente servita. Una regione di grande bellezza in cui l’Oregon mette in mostra il suo mix di maestosi vulcani dormienti e morbide e fertili vallate; una terra che non per caso era la meta agognata delle migliaia di coloni che nel XIX secolo percorsero tra mille disagi l’Oregon Trail.
Vediamo allora, in una nostra obbligata sintesi, due distinti spunti di viaggio dedicati rispettivamente alla città vera e propria e a un imperdibile tour. Per tutto il resto — ed è davvero tanta roba — il sito web vi dirà di più.
PORTLAND La prima cosa da annotare è la qualità e quantità dell’offerta gastronomica della città. Più volte segnalata a livello mondiale tra le capitali emergenti del buon cibo, Portland offre una scelta vastissima di locali per tutte le tasche, dai ristoranti top ai chioschi, questi ultimi rintracciabili anche grazie alla app Food Cart Finder (https://www.travelportland.com/food-carts/search) collegata alla comodissima app Portland da scaricare sullo smartphone. Il consiglio è di approfittarne soprattutto per i robusti breakfast, forse il modo migliore per entrare nelle abitudini gastronomiche locali, ovviamente anche con numerose deviazioni su sapori internazionali.
Poi, come spesso accade nelle città di nuova conoscenza, è consigliabile muoversi con il bus hop on / hop off che qui si chiama Big Pink Trolley. Tra le 12 fermate, la nostra sintesi ha scelto come prima il Japanese Garden. Si tratta del più importante giardino giapponese fuori dall’isola del Sol Levante e ha una recente espansione curata dal famoso architetto Kengo Kuma. Inserito nel grande polmone verde del Washington Park, il giardino va visitato assieme al vicino International Rose Test Garden, che custodisce 10mila roseti di 610 varietà.
Ma il Washington Park si rivela ancora piccolo rispetto all’enorme Forest Park che si vanta di essere il più grande parco urbano degli Stati Uniti; qui, se vorrete, potrete anche visitare la Pittock Mansion, tipicissima, opulenta magione di un magnate locale di inizio XX secolo.
Tra le arterie NW 21st e 23rd di Nob Hill ci si può sbizzarrire nello shopping ma noi ci siamo soffermati molto più a lungo in una sorprendente libreria-santuario. Si chiama Powell’s City of Book e il nome non potrebbe essere più chiaro. In piena downtown, nel Pearl District, in un anonimo edificio a un piano che occupa un intero isolato troverete la più grande libreria indipendente del mondo: su quasi 6500 mq di superficie, perfettamente catalogati, ecco libri di tutti i generi, dalle ultime uscite alle rarità.
Restano da segnalare almeno due musei. L’Oregon Museum of Science and Industry, dove si visita tra l’altro il sommergibile USS Blueback, e il Portland Art Museum, con vaste collezioni tra cui spicca quella di arte nativa.
MOUNT HOOD LOOP Di tutti i tour che si possono fare partendo da Portland, è quello più consigliabile per un turista che, come noi, viene da molto lontano. I motivi? Mette insieme due distinte aree tra le più belle e famose dell’intero Oregon, richiede una giornata ben piena e va assolutamente fatto con un operatore locale che, togliendovi la fatica di guidare e illustrandovi i vari punti di interesse, riempia l’itinerario di relax e di informazioni. L’intero tour è dominato fisicamente e… psicologicamente dalla mole del Mount Hood, un vulcano inattivo — ma solo dal 1790… — che torreggia dall’alto dei suoi 3429 metri che ne fanno una delle vette più significative del Nord America.
Si procede in senso orario partendo di buon’ora e la mattinata è dedicata alla Columbia River Highway Scenic Byway. Un nome lunghissimo battezza questa è che è una delle All-American Roads e che costeggia il Gorge del Columbia River, uno dei fiumi che raccolgono le acque che scendono dalle Montagne Rocciose e che oggi fa da confine tra l’Oregon e lo Stato di Washington.
Il primo punto panoramico è il Portland’s women Forum State Scenic Viewpoint ma da lì è tutto un susseguirsi di meraviglie e di brevi stop fotografici. Merita una lunga sosta invece, specie in primavera, la spettacolare cascata di Multnomah, una delle più alte del continente, poi altro stop alle chiuse e agli impianti idroelettrici di Bonneville Lock and Dam. Qui merita soffermarsi nell’interessante visitor center che illustra le funzioni degli impianti gestiti dal US Army Corps of Engineers e le caratteristiche naturali del fiume. A quel punto, è quasi ora dello spuntino di mezzogiorno, che di solito si fa nella cittadina di Hood
Il pomeriggio inizia voltando decisamente pagina, dapprima con una puntata al formidabile punto panoramico di Rowena Crest, poi tornando indietro sino a Hood River per imboccare la highway 35 e attraversare una specie di paradiso terrestre ortofrutticolo. La combinazione di clima e fertile terreno vulcanico rende questa County Fruit una delle più importanti regioni del mondo per la coltivazione di piante da frutto e ortaggi; difficile resistere alla tentazione di fermarsi ogni pochi km, tra cantine, venditori di sidro, chioschi di frutta e confetture.
Poi si inizia a salire e i frutteti lasciano spazio alla foresta; la strada punta verso ovest e poco dopo l’incrocio con la “26” ecco il bivio per salire sino ai 1800 m della Timberline Lodge and Ski Area. Il tour la sceglie come tappa-simbolo della vocazione alpina della regione, dato che l’enorme lodge in legno e pietra, costruito dopo la Grande Depressione del ‘29 su iniziativa della rooseveltiana Works Progress Administration, anche set di esterni per il resort del film “Shining”, è il simbolo delle attività outdoor che si possono svolgere se non ci si lascia intimidire dalla mole davvero incombente del Mount Hood, sulle cui brulle pendici finalmente ci troviamo.
Purtroppo il tempo stringe e la strada per Portland è ancora lunga; dobbiamo quindi ripartire, affrontare la discesa comoda per noi ma drammatica per le carovane dei coloni verso — nome significativo — Zigzag e proseguire tra campeggi, lodge e “cabin” in legno sino a Sandy. Basta voltarsi e la mole del Mount Hood è sempre lì a dominarci da lontano ma intanto ecco i primi sobborghi di Portland di Gresham, Troutdale e Wood Village con il loro corredo di sale da concerto, gallerie d’arte, locali e birrerie.
Il calar del sole ci sorprende nel centro di Portland, a tavola da Higgins, a festeggiare con uno dei fondatori della cucina “farm to table” della città una giornata davvero intensa e immersa in un mix di paesaggi governati dall’uomo e scenari di rude “wilderness”.
Info su Portland
Info sull’Oregon
Info per viaggiare negli Stati Uniti
ARRIVARE A Portland si arriva in circa 10 ore di volo dall’Europa con voli di Klm da Amsterdam, a sua volta collegata con tutti i principali scali italiani.
DORMIRE Aiuta a entrare nel clima moderno/storico della città pernottare al Sentinel un classico hotel del Nord Ovest americano. Al suo interno, due dei migliori ristoranti di Portland, Jake’s Grill e Fortune.
MANGIARE Come accennato, scelta non solo vasta ma quasi sempre di notevole qualità. Alcuni esempi. Per il breakfast, Fried Egg I’m in love; per pranzo, una cucina che fonde l’ispirazione giapponese con quella del Nord Ovest americano da Takibi; per cena, oltre al citato Higgins, pesce e crostacei da Jacqueline. Se scappa la voglia di una pizza, sono molto buone da Pizzakat un localino non lontano dall’accesso al Washington Park.
Portland si sta affermando in tutti gli States anche come capitale del caffè e del tè. Sono decine i locali specializzati nel proporre tostature e chicchi da tutto il mondo e miscele di tè in varie combinazioni e ambientazioni.
VISITARE Per muoversi in città e nei dintorni è molto utile la app Near Me Now.
Prima di lasciare Portland è fondamentale una visita non superficiale all’End of the Oregon Trail Interpretive & Visitor Center. Ubicato a Oregon City, a sud di Portland è una vera e propria finestra aperta sull’epopea dei coloni che percorsero l’Oregon Trail e sulle tradizioni dei nativi.
Il tour del Mount Hood descritto nell’articolo è proposto dall’operatore America’s hub World Tours.




