Eat Local & Buy Local in the Rockies – South Dakota

Acquistare qualcosa di autentico nelle Rockies e’ facile: tutto il mondo Western con i suoi leggendari simboli e’ disponibile. Stivali e cappelli da cowboy soprattutto. Manufatti di pelle, splendide cinture, nonche’ le mitiche fibbie dei cowboy e dei rodei, quindi un paio di originali Wrangler. Così come e’ affascinante poter scegliere un pezzo unico e pregiato dell’artigianato dei Nativi d’America: non esisterà mai un duplicato e certamente l’opera manuale con piume, perline e pellami raggiunge livelli da opera d’arte. Non mancano manufatti di artigiani ed artisti locali, pittori e scultori, intagliatori del legno e delle corna di cervo, gioielleria tribale, pelli e pellicce. E per gli amanti di cose vecchie, antiquariato Old West si scoprono veri tesori.

SOUTH DAKOTA

Prairie Edge – Offre la migliore e più raffinata selezione di manufatti d’arte, gioielleria, libri e musica dei Nativi d’America che l’intera regione possa mai offrire. Un emporio su tre piani si trova sulla Main Street a Rapid City ed un nuovo negozio a Sioux Falls. La peculiarità di Prairie Edge è il Trading Post che offre una speciale selezione di erbe essiccate, scelte per la qualità superiore, alcune native, oltre ad una selezione di articoli quali perline, piume, pelli e pellicce, materiali vari, conchiglie decorative atte a comporre manufatti tradizionali e contemporanei dei Nativi Indiani.

Prairie Edge é un’affascinante galleria con una incredibile varietà di pezzi d’arte in esposizione. La cosa migliore di questo emporio è proprio l’edificio: un antico caseggiato di più piani nel centrale distretto storico di Rapid City, splendidamente conservato. Pavimenti e scale sono ancora originali di legno color miele, pareti e finestre del negozio ed alcune delle stanze ai piani superiori, lasciano riflettere una belle luce che permea tutto l’emporio. In tutta la galleria si espande una fragranza che combina il profumo del

pellame, della cera e dell’incenso. Tra le tante cose da ammirare le pelli di bisonte che sono appese alle pareti oltre a numerosi oggetti di bellezza straordinaria. Chi ama i libri e la musica dei Nativi d’America può trovare un’eccellente selezione, così come di dipinti e schizzi. Entrare a Prairie Edge comporta comunque trascorrrervi almeno un paio d’ore, soprattutto se si ama la storia dei Nativi Indiani e la loro cultura.

La CUCINA delle Rocky Mountain
La cucina delle Montagne Rocciose è una delle svariate cucine regionali americane. Alcuni tra i piatti più caratteristici sono la carne di bisonte e le leggendarie Rocky Mountain oyster.
In una zona che e’ caratterizzata da una paesaggistica aspra e con climi rigidi, i coloni impararono in fretta a sopravvivere, avvantaggiandosi della ricca fauna nativa disponibile a profusione. Il risultato e’ una cultura gastronomica che apprezza ogni singolo ingrediente e rivolge sempre uno sguardo al passato per dare sostegno ad ogni piatto. Le vette delle montagne e gli altipiani elevati offrono molta selvaggina; pertanto fino a quando giungevano le diligenze anche i pionieri che non possedevano mandrie al pascolo, riuscivano sempre a sostentarsi. Ancora oggi le carni servite in tavola sono teneri bisonti, carne di cervo, fagiano e quaglie così come trote fresche dei fiumi e dei laghi, branzini e luciperca. All’epoca del Wild West i pionieri che affrontavano l’attraversata delle Rocciose, caricavano carri di vettovagliamento – chuckwagon – e cominciavano a percorrere le lunghe tratte di un faticoso viaggio sulle montagne. I pasti consistevano di carni stufati e pani che potevano essere cucinati in Dutch oven o in tegami di ferro. I coloni diventarono esperti di conservazione del cibo, essiccando ed affumicando, conservando sottaceto e fermentando. Nei ranch attuali delle praterie queste tecniche sono ancora ampiamente usate con l’ausilio di prodotti locali. Un buon esempio di pietanza è il Denver o Western Sandwich: il pioniere preparava uova strapazzate aggiungendovi cipolle, peperoncini e moltissime spezie. Manzo ed agnello è la base di molti pasti di montagna e i rancher hanno appreso a cucinare in anni trascorsi durante duri inverni, tanto da non sprecare mai i prodotti della natura: ecco che anche i testicoli di toro sono le squisite Rocky Mountain oysters, uno dei piatti più iconici della regione.

  • Custer – Al Black Hills Burger and Bun Co. ad esempio, oppure alla Bakers Bakery che oltre a sfornare pane fresco serve colazioni e pranzi a base di hamburger: Mushroom Burger, Mexican Burger, Veggie Burger, Bakres’ Classic Burger e naturalmente Buffalo Burger.
  • A Sioux Falls, nell’est dello stato, ottimi gli hamburger di Bob’s Carry Out and Delivery serviti in un cestino. Altrimenti, It’s Burger Time che dal 1987 serve anche panini al pollo, panini al BBQ di maiale ed altre delicatezza. JL Beer serve prodotti espressi e freschi: dal manzo alle patatine fritte, con una vasta scelta di hamburger. Chi ama il burger con le uova non potrà perdersi l’esperienza all’Hamburger Inn nel downtown di Sioux Falls, in un edificio piccolo di mattoni a froma cilindrica, con un vecchio grill e solo 12 posto a sedere. Altra ottima storia culinaria è al “Cruisin ‘Cuisine Drive Ins of Soux Falls” un Drive In di sapore nostalgico   che oltre ad una bella mostra offre ottimi burger.

A Rapid City vale per tutti la Firehouse con birre fresche ed ottimi hamburger: Bacon Cheddar Burger, Mushroom and Swiss Burger, South African Cricket Burger e Poblano Burger.

Infine, a Brookings da Nick‘s Hamburger Shop che esiste dal 1929, si mangia una vasta selezione di hamburger, torte tipiche caserecce – le pie – e le immancabili chips.

A Lead nelle Black Hills, Lewie’s Saloon and Eatery ha guadagnato una reputazione incredibile. Sembra che il suo motto sia: il mandriano del South Dakota sa che la carne cotta male è un insulto all’animale dal quale deriva la carne. Gli animali che danno la propria vita per un Lewie’s Burger non muoiono invano! Lewis Sternhagen é l’ideatore di questo eclettico bar che aprì nel 1990 appena fuori città, a sud-ovest sulla U.S. Highway 85.

  • Nel 1997 circa 230 galloni di vino venivano prodotti in South Dakota. Oggi oltre 100.000 galloni. Il South Dakota non è certamente terra facile per coltivare viti, per il suo clima particolarmente rigido, se non addirittura gelido con aria artica. I principali raccolti dello stato – grano, avena, soya ed alfalfa – sono oramai produzioni consolidate che riescono a generare oltre una ventina di miliardi di ricavi ogni anno. Rappresentano certamente la produzione economica nr. 1 dello stato: i contadini del South Dakota coltivano almeno 2 milioni di ettari. Il vigneto maggiormente rappresentativo dello stato, in confronto, può vantare 10 ettari di vigne. Coltivare uva e gestire vigneti è una vera sfida, ma la tradizione della viticoltura data da anni con i primi tre vigneti storici, Prairie Berry Winerym, Schade Vineyard e Valiant Vineyards. Prima di loro piccole quantità di vino venivano comunque prodotte già nel 1876, ad esempio dalla famiglia che è proprietaria della Prairie Berry Winery a Hill City, nelle Black Hills. I vigneti sono piccoli, ma stanno ottenendo successo. Si lavora con vitigni di stati con miglior clima, che possano adattarsi al clima del South Dakota; molti i vini prodotti con uve locali quali Fronterac o addirittura con rabarbaro. Il boom vinicolo è esploso da quando nel 1996 lo Stato ha promulgato la legge che legalizza il commercio e la produzione di vino. WILDE PRAIRIE WINERY è un produttore di punta dallo Stato con vini prodotti al 100% da uve e frutta del South Dakota. Una fattoria a gestione famigliare, poco ad ovest del meraviglioso Splitrock Creek, sulle colline: perfetta location per un vigneto che produce anche vini divertenti, quali il Dandelion Wine, vino di dente di leone. La famiglia gestisce il vigneto e produce vini da oltre 20 anni e divenne la nona fattoria produttrice di vini dello Stato nel 2004. Le prime viti furono piantate nel 1997 ed oggi si calcolano almeno 2000 diversi vitigni. La Winery organizza assaggi tutto l’anno, oltre ad eventi celebrativi, tra i quali da Luglio a Settembre gli Evening in the Vineyard con musica dal vivo, cena vini e tanto divertimento; a Settembre l’annuale Fall Festival of Artists e ad Ottobre l’Harvest Festival.

Chislic (o talvolta chislick) é un tradizionale piatto del sud-est del South Dakota con cubettini di carne rossa di manzo, montone o selvaggina, generalmente cotti in olio bollente o grigliati e semplicemente serviti bollenti, con aggiunta di sale all’aglio, su un piatto con stuzzicadenti o con spiedino. Storicamente la parola chislick deriva dal russo “shashlyk,”  e sembra che codesto piatto del South Dakota sud orientale sia stato introdotto da un emigrante negli USA, certo John Hoellwarth, che dalla Crimea si stabilì nella Hutchinson County, South Dakota verso il 1870. Il piatto presenta alcune varianti: a Pierre, la capitale è preparato con cubetti di carne marinata. Nella zona di Sioux Falls i cubetti sono di carne di montone serviti poi con una bella birra gelata e salsa per il condimento. La varietà alla griglia è invece servita nei grandi eventi, alle partite di baseball ad esempio: la salsa barbecue ovviamente è l’aggiunta opportuna. Ogni anno a Freeman – piccola comunità del meridione orientale del South Dakota, si svolge un festival del chislic, tanto che la cittadina è considerata la capitale di questa pietanza tipica. I bar locali servo almeno sette spiedini alla volta di chislic per la singola consumazione. Insomma: il chislic è il piatto forte di ogni bar del sud-est del South Dakota. Sostate nei bar di Marion, Menno, Parker o Parkston e vi verrà servito il chislic locale. Al Papa’s Restaurant di Freeman si consumano almeno 3.000 spiedini di chislic la settimana e ve ne sono di diverso tipo: original, barbecue, lemon pepper, garlic e addirittura marinato in olio d’oliva, succo di limone o salsa di soia, ma assolutamente di carne di montone!