SAN FRANCISCO & LA CULTURA LGBT

San Francisco, giugno 2017 – Un’esplosione di colori, musica e danze coinvolgerà San Francisco nell’ultimo weekend di giugno. Centinaia di migliaia di persone popoleranno le strade della città per prendere parte alla 47° edizione del SF Pride, il gay pride più famoso al mondo.

Due parole – Pride & Freedom – saranno al centro delle celebrazioni che ogni anno onorano San Francisco per il suo importante ruolo nella battaglia per i diritti LGBT.

Gli storici fanno risalire la nascita di una comunità gay nella Bay Area ai tempi della Gold Rush. Dopo la seconda guerra mondiale questa crebbe cospicuamente con numeroso personale militare ormai fuori servizio che si stabilì in città e in particolar modo nel quartiere di Castro.

Ma la vera svolta si ebbe nel 1978. Gilbert Baker alza in cielo la prima rainbow flag. “Sono rimasto colpito da come la gente abbia stabilito in un istante che quella era la loro bandiera. Apparteneva a tutti noi” affermava Baker, divenuto poi famoso come creatore della bandiera arcobaleno, oggi simbolo LGBT per eccellenza.

Venuto a mancare quest’anno, la vita di Baker era cambiata per sempre quando, nel 1974, aveva conosciuto Harvey Milk, attivista e imprenditore locale che gli mostrò come “un’azione genera sempre cambiamento”.  Tre anni dopo il loro incontro, Milk fu eletto nel San Francisco Board of Supervisors. E’ la prima notizia di un rappresentante eletto di una delle maggiori città degli Stati Uniti apertamente gay.

Conosciuto come il “sindaco di Castro Street” si batté in nome dei diritti gay e la città di San Francisco lo ricorda con la piazza a lui intitolata all’incrocio tra Market e Castro Street dove sorge un’enorme bandiera arcobaleno e 3 placche con 11 foto di Milk dell’artista Nicoletta.

Non mancano altri simboli dell’eredità culturale del movimento LGBT a San Francisco come il Pink Triangle Park, Castro and Market; il National AIDS Memorial Grove, il Golden Gate Park; The GLBT Historical Society; LGBT Community Center, 1800 Market St. ed il James C. Hormel Gay and Lesbian Center presso Main Library, 100 Larkin St.

San Francisco accoglie inoltre la sede della prima organizzazione lesbian degli Stati Uniti, The Daughters of Bilitis fondata nel 1955. Non finiscono i primati della città che, nel 1961, vide il primo candidato politico gay, Jose Sierra, in cui onore è stata rinomata anche una via; i primi Gay Games; il primo coro composto da uomini gay; la prima camera di commercio LGBT; la Golden Gate Business Association; il primo matrimonio ufficiale tra persone dello stesso sesso.

Nel 2006 il San Francisco Convention & Visitors Bureau ha onorato il San Francisco Lesbian/Gay/Bisexual/Transgender Pride Celebration Committee con il Silver Cable Car Award. Un premio prestigioso che viene consegnato ogni anno dal 1965 come riconoscimento a individui o organizzazioni che hanno contributo al successo del settore dell’ospitalità di San Francisco e rafforzato l’immagine della città attraendo visitatori.

A giugno 2014, il National Park Service ha inoltre iniziato le pratiche per il riconoscimento dei siti storici della lotta del movimento LGBT. Fino ad oggi, Stonewall Inn a New York City è l’unico luogo registrato come National Historic Landmark. Sotto vaglio il negozio di fotografia di Harvey Milk a 575 Castro St, U.N. Plaza dove la folla ha manifestato contro l’AIDS per più di 10 anni e il Mona’s 440 Club sulla Broadway, uno dei primi locali lesbian della California.

Si aggiungono all’esperienza della city of the Bay come città LGBT le centinaia di eventi che si tengono ogni anno tra le strade di Castro e che contornano la maestosa parata e i festeggiamenti del Gay Pride del 24 e 25 giugno.

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