Shutdown: parla Saccoccio del Visit USA

È scattato il meccanismo delle riprotezioni per i passeggeri, mentre gli annullamenti sono stati contenuti Usa, t.o. all’esame Shutdown I tagli del Governo americano hanno portato alla chiusura delle principali attrazioni “L’America non è mai stata chiusa”: con queste parole Sandro Saccoccio (nella foto), presidente di Visit Usa Italia fa il punto sullo Shutdown che ha temporaneamente tenuto in scacco il

turismo, e non solo, degli Stati uniti. Ma, ribadisce, “solo una parte delle attrazioni non è stata accessibile ai turisti: poteva essere

l’occasione per creare nuovi prodotti e scoprire mete alternative”. I tour operator concordano sull’immediata reazione da parte dei corrispondenti locali:“I nostri referenti in loco si sono attivati subito per trovare alternative – spiega Sante Vitale, responsabile

sviluppo e network di Press Tours -:al momento non abbiamo avuto annullamenti e in ogni caso non chiederemo alcuna penale per non mettere in difficoltà le adv”. Una situazione che,sebbene avvenuta in un periodo di bassa stagionalità, ha messo alla prova il comparto.

“Abbiamo valutato caso per caso e minuto per minuto – dichiara Roberto Morgi,responsabile commerciale di Auratours – e mandato subito

una comunicazione alle agenzie per ribadire quanto stava succedendo,dando il massimo supporto alla distribuzione e ai clienti”.

Allo Shutdown stabilito dal Governo Usa,qualcuno ha deciso di reagire trasformando la situazione in opportunità, come nel caso di

Alidays.“Abbiamo cercato di far passare un messaggio positivo nonostante la difficoltà della situazione – si legge in una nota -,portando

l’attenzione sulla possibilità di scoprire luoghi meno conosciuti alla clientela italiana,ma altrettanto interessanti”.

Nei fatti,l’operatore ha inviato a tutte le agenzie di viaggi una comunicazione per suggerire visite e instradamenti alternativi ai principali parchi dell’Ovest.

Il punto più importante,secondo Gastaldi 1860, è stato riuscire a non generare inutili agitazioni:“Bisogna essere bravi a non creare allarmismo – è il commento di Mariagrazia Candiani, direttore prodotto del tour operator -: rimborseremo i clienti che hanno dovuto rinunciare alle escursioni,ma nel caso ci fossero annullamenti pre-partenza ci sarà il problema delle penali dei biglietti aerei”.

Anche sul fronte Visit Usa, comunque,i contatti con i corrispondenti locali sono stati costanti per cercare di trovare percorsi lontani

dai grandi classici gestiti a livello ministeriale, in attesa che i contrasti politici si potessero risolvere.

“Se la Statua della Libertà è chiusa – suggerisce infatti il presidente Saccoccio – si può approfittare di una crociera sul fiume per vederla da fuori, passare una giornata a Brooklyn, scoprire Harlem: c’è il foliage a Boston e la zona portuale che merita di essere scoperta.

Le alternative per vivere comunque un’esperienza appagante non mancano”. La situazione è stata in ogni caso gestita con delicatezza:“

La ‘fortuna’, se vogliamo, – commenta il manager -:, è che sia successo in un periodo di bassa stagione per il mercato italiano.

 

Fosse capitato tra luglio e agosto avremmo avuto ripercussioni decisamente più pesanti”. O. D.